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    17 juli

    per Sonia, Dana e Claudia

    Dal mio 14° diario in data martedì 12 luglio ‘06

     

    (…) Com’ero legata a Sonia, Claudia, Dana… non avrei mai creduto che sarebbe successo quello che è poi accaduto…eravamo così amiche…Durante quell’estate, soprattutto con Claudia...eravamo le uniche ancora a Milano, e così ci vedavamo tutti i giorni…Quanto mi divertivo..Quanto ci piaceva stare tutte insieme… È per quello che mi hanno fatto un male atroce abbandonandomi…(…)

    Ora fra noi è tutto cambiato. Dal prossimo anno non so più neanche chi continuerà la pallavolo al S.Leone... Così le perderò di vista, e non avrò più niente a che farci. E non lo dico triste. Siamo state amiche, ma ora sono troppo diversa, siamo tutte cambiate e non potremmo essere amiche come a quei tempi.

    L’unica cosa che ci rimane sono i ricordi (e qualche lettera o dedica), fantastici ricordi di pomeriggi interi passati insieme. (...)

    Beh, grazie ragazze, perché nel mio passato voi ci sarete per sempre. Mi avete fatto diventare quello che sono ora. Nel bene, e nel male.

    Che voi ne siate consapevoli o no, non posso far altro che ringraziarvi: per quello che avete condiviso con me, e per avermi reso, in quei momenti, felice.

    Non m’interessa cos’è successo dopo, per un attimo vorrei dimenticarlo.

    Grazie. Grazie di cuore.

     

    Manuela

    16 juli

    Per quelli che si ritengono miei amici

    Perché le persone non posso non rinunciare a dare consigli?

    Perché si devono intromettere nella vita degli altri e volerla stravolgere in nome del “ma lo faccio per te, perché ti voglio bene!”?

    Perché non possono finirla di fare i buonisti?

    Ascoltate,

    se non vi chiedo niente, fatemi il piacere di non intromettervi.

    Non voglio consigli non richiesti, non voglio aiuti quando non li chiedo,

    perché credetemi quando ne avrò bisogno ve lo dirò.

    E non sarete costretti a dirmi di sì,

    sarà una vostra scelta, come tutto nella vita.

    Per favore, ve lo chiedo con il cuore, non intromettetevi,

    di me non sapete niente, non sapete quel che provo e non sapete cosa vaga per la mia testa.

    E sono io la prima a negarvelo, perciò non è una colpa vostra.

    Credetemi, non sarete inutili se non mi convincerete che la mia vita non va bene, che non è giusto quel che faccio a me stessa e che devo smetterla.

    Voi di me non sapete niente, dico sul serio, niente;

    non sapete per cosa piango la sera, non sapete per cosa soffro,

    non sapete quel che provo giocando a pallavolo e non sapete cosa stia passando non potendolo fare.

    Veramente, in nome dell’amicizia che c’è tra noi.

    Sì, perché è questa l’amicizia che posso offrirvi, se non ne siete contenti quella è la porta;

    non sarete né i primi, né gli ultimi, e mi abituerò a stare senza di voi.

    Altro non  posso darvi.

    Non chiedetemi di aprirmi a voi, perché la sensazione che stiate soltanto aspettendo il vostro turno per parlare mi arriverà comunque.

    Vi starò vicino quando ne avrete bisogno, ci sarò quando chiederete aiuto, ma non chiedetemi di aprirmi a voi.

    Non ce la farei.

    Manuela

     
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